In linea di massima,
noi consigliamo di riprendere l'attività lavorativa dopo circa un
mese dalla dimissione.
Per evitare
il rischio di malattie infettive, consiglieremmo,
a coloro che svolgono attività lavorative in luoghi assai frequentati
(autisti di taxi o autobus, baristi ecc.), di posporre di qualche altro
mese la ripresa dell'attività lavorativa, riprendendola dopo circa
3-6 mesi dal trapianto, quando i dosaggi dei farmaci sono più bassi
e quindi è inferiore il rischio delle malattie infettive. Ciò
è tanto più consigliabile se la ripresa della attività
lavorativa avviene nei mesi freddi, che sono di per sé ad alto rischio
di epidemie infettive (influenza). Una tale precauzione è comunque
opportuna, ma non obbligatoria.
Occorre inoltre
considerare che la capacità lavorativa, nei primi mesi dopo il trapianto,
viene compromessa dalla necessità di eseguire frequenti controlli,
e dal rischio di complicanze (infettive, chirurgiche o di altro tipo),
che possono imporre terapie, controlli extra-routinari o ricoveri.
La situazione
si normalizza in genere dopo 3-6 mesi dal trapianto.
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