Le insule sono quelle "isolette"
di cellule all'interno del pancreas (ce ne sono centinaia di migliaia in
ogni pancreas) che producono l'insulina. Le insule vengono procurate dai
donatori cadaveri e vengono iniettate nella vena porta del candidato. L'intervento
chirurgico è enormemente meno impegnativo rispetto ad un trapianto
di pancreas ed
in realtà più che di un intervento chirurgico vero e proprio
si tratta di un'iniezione (in ambiente radiologico, in anestesia locale).
Anche il trapianto di insule
richiede comunque una terapia immunosoppressiva.
Il problema principale con
il trapianto di insule è che questo, generalmente, non funziona,
o almeno non completamente: attualmente nel mondo solo circa il 10% (o
meno) dei Pazienti diabetici del primo tipo che hanno ricevuto un trapianto
di insule è riuscito a stare senza insulina per un anno o più.
Comunque, in una percentuale
maggiore, pari all'incirca al 33% (cioè in 1 Paziente ogni 3), la
funzione delle insule trapiantate, benché insufficiente ad annullare
la necessità di insulina, ha permesso di ottenere un controllo del
diabete molto migliore di prima, con livelli di Emoglobina Glicata molto
migliori di prima nonostante dosi di insulina inferiori rispetto a prima;
infine, con il trapianto di insule si sono assai ridotti gli episodi di
ipoglicemia, che possono essere un problema molto importante per i Pazienti
diabetici. Come si vedrà tra breve, si può fondatamente sperare
che questi risultati miglioreranno entro breve tempo.
In ogni caso il trapianto
di insule, che va ancora considerato una metodica sperimentale, è
una opzione ragionevole per quei Pazienti nei quali il trapianto di pancreas
sia associato con un rischio troppo alto e che comunque necessitino di
terapia immunosoppressiva (siano quindi portatori di un altro trapianto).
Quest'ultimo punto è
particolarmente importante: di per sé il trapianto di insule, in
considerazione delle scarse probabilità di successo, non giustifica
i rischi collegati alla terapia immunosoppressiva, ma se il Ricevente deve
già sottoporsi alla terapia immunosoppressiva a motivo di un altro
trapianto, allora i rischi aggiuntivi collegati al trapianto di insule
possono essere davvero scarsi e il trapianto di insule diventa un'opzione
più che ragionevole.
Una nota di speranza per
il trapianto di insule viene dai nuovi farmaci immunosoppressivi, che riducono
la necessità di cortisone. Infatti il cortisone aumenta il fabbisogno
di insulina del Paziente che lo riceve ed il trapianto di insule, benché
funzionante, potrebbe non essere in grado di fare fronte a questa maggiorata
richiesta insulinica. E' perciò verosimile che la maggiore potenza
immunosoppressiva dei nuovi farmaci, permettendo di fare a meno del cortisone
nei Pazienti portatori di trapianto di insule, faccia aumentare decisamente
la percentuale di successo (cioè di Pazienti che riescono a fare
del tutto a meno dell'insulina) di questo tipo di trapianto.
A sostegno di questa ipotesi,
del tutto recentemente A.M. James Shapiro e Collaboratori, dell'Università
di Alberta, in Canada, hanno segnalato un 100% di successo con il trapianto
di insule in 7 Pazienti consecutivi seguiti, al momento della presentazione
dell'articolo
(al New England Journal of Medicine, con pubblicazione nel numero 343 del
27 Luglio 2000), per un periodo variabile da 4.4 a 14.9 mesi. Questi
brillanti risultati si sono ottenuti con un miglioramento della tecnica,
con un aumento del numero di donatori (e quindi di insule trapiantate)
e soprattutto con l'utilizzo di nuovi farmaci immunsoppressori che hanno
permesso di abbandonare completamente lo steroide. Chiaramente, non
si può non invitare alla cautela sottolineando sia il breve periodo
di osservazione che il numero di Pazienti assai limitato: saranno
necessari alcuni anni prima di avere idee più chiare sulle reali
probabilità di successo ed i rischi di effetti collaterali di queste
nuove metodiche di trapianto di insule (anche se nell'articolo le complicanze
segnalate sono state del tutto trascurabili).
Informazioni sui risultati
del trapianto di insule (in inglese) si possono ottenere facendo
click qui.
Per
il trapianto di insule in Italia ci si può rivolgere all'Istituto
San Raffaele di Milano:
Prof.
Guido Pozza, Primario I Serv. di Medicina, Ist. Scientifico "S. Raffaele",
via Olgettina 60, 20132 Milano; tel. 02-26432837/2753; FAX 02-26413774.
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