E' ormai chiaramente
dimostrato che con un solo rene si può vivere benissimo.
In particolare,
l'esperienza di oltre 20 anni proprio con i donatori viventi ha dimostrato
che la donazione di rene è un atto quasi del tutto privo di rischi.
I rischi, minimi, sono collegati innanzi tutto alle procedure di valutazione
dell'idoneità alla donazione (in particolare l'urografia e l'arteriografia
renale possono comportare reazioni allergiche al mezzo di contrasto o,
la seconda, ematomi), all'intervento chirurgico ed all'anestesia. Va sottolineato
comunque che queste procedure comportano anche dei vantaggi, come conseguenza
di uno studio approfondito dello stato di salute, che possono sostanzialmente
bilanciare i rischi (molte malattie insospettate hanno potuto essere scoperte
e curate proprio grazie allo studio dei candidati alla donazione di rene).
Dopo la donazione
di rene aumentano lievemente la creatininemia e la proteinuria, come espressione
di un maggiore lavoro del rene superstite (che deve evidentemente lavorare
il doppio), ma questi aumenti sono appunto lievi, non sono progressivi
e non devono preoccupare in quanto non sono espressione di una malattia.
E' invece possibile che la donazione di un rene faccia aumentare la pressione
arteriosa, per cui è bene che i soggetti ipertesi, anche se con
ipertensione lieve, non donino un rene. Occorre considerare che alcune
malattie dei reni sono ereditarie, o almeno possono comportare una predisposizione
ereditaria: è quindi opportuno che non si doni il rene se c'è
questo sospetto di ereditarietà, anche se tutti gli esami sono negativi
ed indicano che la donazione sarebbe possibile. Inoltre la situazione di
portatore di un unico rene raddoppia il rischio per tutte quelle malattie
renali che possono colpire le persone normali: per esempio una qualsiasi
malattia che distrugga il 50% dei reni comporterebbe una situazione ancora
non preoccupante in un soggetto normale, mentre lascerebbe il donatore
di rene con il 25% soltanto della sua massa renale, situazione ancora non
tale da richiedere la terapia dialitica, ma quasi. Oppure un trauma, per
esempio per incidente automobilistico, potrebbe comportare la distruzione
dell'unico rene rimasto e quindi richiedere la dialisi (mentre in un portatore
di due reni un trauma che distruggesse un solo rene sarebbe quasi del tutto
privo di conseguenze importanti sulla funzione renale).
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