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NOTE IMPORTANTI
Benché
lo scopo del trapianto renale sia il miglioramento della qualità
della vita dei Pazienti, la nostra capacità di valutare i risultati
del trapianto di rene è ancora rudimentale e spesso ci si limita
a verificare semplicemente la durata di funzionamento dei reni trapiantati
e la sopravvivenza dei Pazienti. Questi
due parametri subiscono notevoli influenze. E' naturale
che la sopravvivenza dei Pazienti dipenda dalla loro età e dal loro
stato di salute precedente il trapianto. La durata
del funzionamento dei reni trapiantati varia anch'essa in base a molti
fattori, tra i quali sottolineiamo:
il tipo di
donatore: i trapianti da vivente vanno generalmente
meglio di quelli da cadavere
il numero del
trapianto: i primi trapianti vanno generalmente
meglio di quelli successivi al primo
la terapia:
dall'introduzione della Ciclosporina in poi
i risultati sono nettamente migliorati rispetto a prima
l'età
del donatore e del ricevente
il centro trapianti:
ci sono differenze di risultati tra centro a centro
la compatibilità
tra i tessuti del donatore e quelli del ricevente: un'ottima compatibilità
dà risultati certamente migliori di una pessima compatibilità
lo stato di
immunizzazione del ricevente: alcuni (pochi)
candidati al trapianto hanno nel loro sangue degli anticorpi diretti contro
antigeni che si possono trovare nei tessuti dei potenziali donatori. Questi
anticorpi riducono le probabilità di ricevere un trapianto (infatti,
non si può ricevere un rene da un potenziale donatore se si hanno
nel sangue anticorpi diretti contro gli antigeni presenti nel suo rene).
Inoltre, se sono presenti in grande quantità, riducono le probabilità
di successo del trapianto, anche se non sono apparentemente diretti contro
gli antigeni presenti nei tessuti del donatore, cioé anche se il
cross-match (il test che deve rivelare la presenza di anticorpi
del potenziale ricevente contro il potenziale donatore) è negativo.
In questo caso, per fortuna, un'ottima compatibilità tra i tessuti
del ricevente e quelli del donatore normalizza le probabilità di
successo del trapianto. Questi anticorpi si possono formare per esempio
in seguito a precedenti trapianti o in seguito ad emotrasfusioni.
Perciò
abbiamo voluto proporre l'esperienza di Treviso mostrando i nostri risultati
per gruppi per quanto possibile omogenei, confrontabili per fattori di
rischio e sufficientemente numerosi. Le curve
di sopravvivenza tengono sempre distinti i reni persi perché i Pazienti
sono deceduti con rene funzionante (curve denominate "sopravvivenza dei
Pazienti") e quelli persi per altri motivi, tra i quali il principale è
il rigetto cronico (curve denominate "funzionamento dei reni"). Per cui
in qualsiasi momento successivo al trapianto, la percentuale di organi
persi sarà data dalla somma degli organi persi per decesso dei pazienti
più gli organi persi per altri motivi.