
Gestire il Personale
Visite fiscali
indietroLa visita fiscale è la verifica (a pagamento) che il datore di lavoro può richiedere al servizio medico-legale dell’ULSS o all’INPS, per accertarsi che l’assenza del lavoratore sia giustificata dalla presenza di malattia che inibisce momentaneamente la capacità lavorativa specifica. La certificazione del medico curante, infatti, esprime una prognosi clinica, cioè indica i tempi fisiologici di guarigione e non prende in considerazione il rapporto tra la malattia/infortunio e l’idoneità lavorativa. Ad esempio: un dito fratturato si salda in 20 giorni (prognosi clinica), ma l’assenza dal lavoro avrà diversa durata a seconda del tipo di impiego. Lo scopo della visita fiscale è dunque quello di verificare l’esistenza della malattia certificata, considerando se il lavoratore possa svolgere o meno la propria gestualità quotidiana. Se per i periodi di malattia il dipendente cambia domicilio, deve comunicarlo al datore di lavoro e all’INPS, che possono sanzionarlo in caso di mancata reperibilità.
La visita medica collegiale, invece, può essere richiesta quando il dipendente accede alla malattia in maniera frequente o per lunghi periodi. Se ci si rifiuta di sottoporsi al controllo, si può rischiare il licenziamento.
Se la malattia è cronica e rende il soggetto incapace di ricoprire le funzioni precedentemente assegnate, il Collegio Medico produce una certificazione che può portare al licenziamento per giusta causa. Nelle aziende pubbliche, invece, vige l’obbligo di individuare una mansione di pari livello o di livello inferiore, ma in quest’ultimo caso viene comunque mantenuto lo stipendio. La visita collegiale può essere richiesta anche dal lavoratore, se ritiene di svolgere un impiego che aggrava il suo stato di salute.









